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Cronaca politica, Politica nazionale

Covid-19: il Decreto con le misure urgenti per fronteggiare l’emergenza, in particolare nei luoghi di lavoro e nelle scuole

Il DL è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 7 gennaio

Il Consiglio dei Ministri del 5 gennaio 2022, presieduto da Mario Draghi., su proposta delllo stesso Presidente e del Ministro della salute Roberto Speranza, ha approvato un decreto-legge che introduce Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza COVID-19, in particolare nei luoghi di lavoro e nelle scuole.

Il testo mira a “rallentare” la curva di crescita dei contagi relativi alla pandemia e a fornire maggiore protezione a quelle categorie che sono maggiormente esposte e che sono a maggior rischio di ospedalizzazione.
Il provvedimento – si legge nella nota di Palazzo Chigi – introduce l’obbligo vaccinale per tutti coloro che hanno compiuto i 50 anni. Per i lavoratori pubblici e privati con 50 anni di età sarà necessario il Green Pass Rafforzato per l’accesso ai luoghi di lavoro a far data dal 15 febbraio prossimo.  Senza limiti di età, l’obbligo vaccinale è esteso al personale universitario così equiparato a quello scolastico.
Inoltre è esteso l’obbligo di Green Pass cosiddetto ordinario a coloro che accedono ai servizi alla persona e inoltre a pubblici uffici, servizi postali, bancari e finanziari, attività commerciali fatte salve eccezioni che saranno individuate con atto secondario per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona.
Il Consiglio dei Ministri è stato informato dal Ministro per la pubblica amministrazione, Renato Brunetta che è stata adottata d’intesa con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Andrea Orlando una circolare rivolta alle pubbliche amministrazioni e alle imprese private per raccomandare il massimo utilizzo, nelle prossime settimane, della flessibilità prevista dagli accordi contrattuali in tema di lavoro agile.

Nel mondo della scuola cambiano le regole per la gestione dei casi di positività.

Scuola dell’infanzia:  già in presenza di un caso di positività, è prevista la sospensione delle attività per una durata di dieci giorni.
Scuola primaria (Scuola elementare): con un caso di positività, si attiva la sorveglianza con testing. L’attività in classe prosegue effettuando un test antigenico rapido o molecolare appena si viene a conoscenza del caso di positività (T0), test che sarà ripetuto dopo cinque giorni (T5).  In presenza di due o più positivi è prevista, per la classe in cui si verificano i casi di positività, la didattica a distanza (DAD) per la durata di dieci giorni.
Scuola secondaria di I e II grado (Scuola media, liceo, istituti tecnici etc etc): fino a un caso di positività nella stessa classe è prevista l’auto-sorveglianza e con l’uso, in aula, delle mascherine FFP2.  Con due casi nella stessa classe è prevista la didattica digitale integrata per coloro che hanno concluso il ciclo vaccinale primario da più di 120 giorni, che sono guariti da più di 120 giorni, che non hanno avuto la dose di richiamo. Per tutti gli altri, è prevista la prosecuzione delle attività in presenza con l’auto-sorveglianza e l’utilizzo di mascherine FFP2 in classe.  Con tre casi nella stessa classe è prevista la DAD per dieci giorni.
Il Decreto legge 1/2022 “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza COVID-19, in particolare nei luoghi di lavoro, nelle scuole e negli istituti della formazione superiore” è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n.4 del 7 gennaio 2022 ed è entrato in vigore l’8 gennaio.
Prima del Consiglio dei Ministri, il 4 gennaio, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome si è riunita proprio per valutare ed approfondire le criticità legate alla gestione dell’attuale fase della pandemia, caratterizzata dalla variante Omicron. Al riguardo, dopo una approfondita discussione, anche con il supporto della parte tecnica, sono emersi alcuni punti che necessitano di un ulteriore approfondimento, anche con il coinvolgimento del Comitato Tecnico Scientifico.
Il documento è stato poi inviato al Governo proprio in vista dei provvedimenti che l’esecutivo si apprestava ad adottare.
Secondo le Regioni e le Province autonome l’attuale andamento epidemico necessita di una profonda rivalutazione complessiva di tutti gli aspetti di gestione della pandemia, rivalutazione che deve partire da un preciso punto della situazione, anche in termini di proiezioni e simulazioni degli scenari di breve, medio e lungo termine. A tale scopo sarà necessaria una approfondita valutazione di livello scientifico del Comitato Tecnico Scientifico e dell’Istituto Superiore di Sanità, manifestando sin d’ora la disponibilità delle Regioni a collaborare.
Le caratteristiche dell’attuale contingenza interessano moltissimi aspetti e sono inedite rispetto ad altre fasi della pandemia e necessitano, pertanto, di un approccio nuovo che miri a contenere le ospedalizzazioni, non limitando gli interventi alle sole misure di contenimento del contagio.
A tal fine, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, tenuto conto della mutata situazione epidemiologica anche in ragione del diffondersi della variante Omicron, nonché delle previsioni per le prossime settimane, ha sottoposto al Governo le seguenti riflessioni:
– Valutazione dell’obbligo vaccinale anche tenendo conto della fragilità dei soggetti più a rischio di ospedalizzazione nonché di una eventuale estensione dell’utilizzo del green pass rafforzato;
– Richiesta al Comitato Tecnico Scientifico di un approfondimento sulle evidenze di una ricaduta non negativa della riapertura delle scuole prevista per il 7/10 gennaio, considerando anche la ricaduta che tale riapertura può avere sugli altri contesti (trasporti). Il CTS dovrebbe individuare, sulla base di una analisi dei dati, misure in grado di contrastare efficacemente l’effetto di riapertura delle scuole;
– Introduzione delle attività di autotesting e definizione delle modalità per renderne efficace l’utilizzo con l’obiettivo di ridurre la pressione sul sistema sanitario;
– Aggiornamento e revisione della classificazione dei ricoveri COVID, tenuto conto che nei prossimi giorni si arriverà a rendicontare per la maggioranza dei casi pazienti asintomatici ricoverati per altre patologie. Ciò consentirebbe di non computare questi soggetti nel calcolo dell’indicatore dell’andamento dell’occupazione dei posti letto in area medica non critica;
– Indicazioni in ordine all’eventuale somministrazione della quarta dose in analogia a quanto sta avvenendo in altri Paesi, al fine di poter organizzare al meglio le correlate attività;
– Approvvigionamento e disponibilità in quantità idonee dei nuovi farmaci di contrasto al Covid, in particolare antivirali;
– Relativamente al Trasporto Pubblico Locale occorre verificare le modalità che permettano di adempiere l’obbligo vaccinale senza perdere, in attesa dell’esecuzione della vaccinazione, la possibilità di utilizzo dei mezzi di trasporto.

La Conferenza delle Regioni ha poi  sottolineato la mancanza di idonei stanziamenti per la gestione della pandemia nell’anno 2022 che rappresenta un forte elemento di criticità ed incertezza tale, da mettere in discussione la possibilità di garantire un’adeguata attuazione di tutti gli interventi necessari per contrastare la pandemia, dalle vaccinazioni ai ricoveri ospedalieri in primis, al fine di evitare un collasso del Sistema Sanitario Nazionale.

Infine, le Regioni e le Province autonome, in relazione alla riapertura delle scuole, hanno formulato una nuova proposta di gestione dei contatti in ambito scolastico.
“Garantire il più possibile l’attività scolastica in presenza, velocizzare ed incentivare la vaccinazione della popolazione pediatrica, mettere in campo azioni per garantire tassi di ospedalizzazione sostenibili: questi i temi al centro di un confronto che abbiamo avuto (il 31 dicembre, ndr) con i ministri Bianchi e Speranza e a cui hanno partecipato gli assessori alla salute”, hanno dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, e l’assessore dell’Emilia-Romagna, Raffaele Donini, coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni.
“Si è trattato di un incontro positivo e costruttivo in cui abbiamo prospettato al Governo alcune ipotesi di intervento che, sulla falsariga di quanto è stato fatto con l’ultimo decreto, alleggeriscano anche il mondo della scuola sul fronte dei protocolli, delle quarantene e dei tamponi attualmente previsti.
Si tratta di proposte tecniche – proseguono Fedriga e Donini – che vogliamo approfondire e condividere con l’esecutivo con il duplice obiettivo di proteggere gli ospedali gravati sempre più da ricoveri dovuti a SARS-COV2 e permettere una ripresa dell’anno scolastico in presenza, considerando l’andamento della curva epidemica che appare trainato proprio da una progressione importante nella fascia che va da 6 a 13 anni.
L’occasione – concludono Fedriga e Donini – ha permesso anche una condivisione dei dati e la riproposizione di alcune ‘emergenze nell’emergenza’, ovvero la necessità di rafforzare con ulteriori azioni ed ampliamenti il reclutamento del personale nel servizio sanitario e l’esigenza di correlare le scelte di politica sanitaria nella fase emergenziale ad una corrispondente e puntuale copertura finanziaria”.

Da sottolineare infine che il 29 dicembre 2021 la Conferenza delle Regioni aveva peraltro già formulato una prima proposta di rimodulazione delle disposizioni di isolamento, quarantena e per il contact tracing al fine della sostenibilità delle azioni di contrasto alla pandemia COVID-19 attuate dai Servizi Sanitari Regionali. Questo primo testo nasceva dalal constatazione della scarsa efficacia del vigente sistema di contact tracing e dalla consapevolezza di una maggiore implementazione e di un rafforzamento delle attività legate alla campagna vaccinale anche rivolta alla popolazione pediatrica.

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