Interviste & Opinioni

Intelligenza Artificiale e tecnologie digitali: il nostro tempo che viviamo “altrove”

di Antonino Giannone

Nella società digitale che si avvia nei prossimi 20 anni a realizzarsi completamente verso un Cambiamento d’Epoca, trascorriamo numerose ore al giorno con lo smartphone e altri dispositivi digitali, immersi  nel mondo virtuale: notizie, messaggi, chat, webinar, foto, sensori sonori, tattili che ci avvisano, attraverso la Rete internet che qualcosa accade nel mondo…..Insomma i software che guidano gli ambienti digitali, ormai governano le nostre attività unitamente a quelle di milioni di utenti che sono lontani, in altre città, in altri Paesi nel mondo.  In pratica succede che per molte ore nella giornata quotidiana noi non viviamo nel luogo dove siamo fisicamente, ma piuttosto “altrove”, cioè siamo estranei al luogo fisico, al territorio dove ci troviamo.

Siamo sempre più immersi con “l’immaginazione verso l’altrove”, che pilotata dalle tecnologie digitali non è più l’immaginazione che si aveva e si può ancora avere dalla lettura di un libro, da un ricordo vedendo foto sbiadite dal tempo! Ma il mondo dei nostri display non appartiene a Noi, ma anzi s’impossessa dei nostri pensieri e ci condiziona a vivere “altrove”. In pratica, nelle ore quotidiane d’immersione con i dispositivi digitali, nei collegamenti con il mondo virtuale, siamo del tutto lontani dal luogo dove siamo fisicamente: la nostra abitazione, la scuola, l’università, il posto di lavoro, la chiesa, la palestra, la strada, il metrò perché il cellulare con uno squillo e un collegamento ci porta continuamente lontano: “altrove”. Così si vanno perdendo le abitudini di vederci insieme, di condividere con altri un tempo specifico nel luogo e nel territorio dove siamo fisicamente, ma invece finiamo per ritrovarci sempre” altrove”, senza essere “insieme”, ma siamo, in realtà, con la nostra solitudine dalla quale vogliamo inconsciamente fuggire. Accanto al luogo improprio, cioè l’altrove” anche il tempo che trascorriamo perde i significati propri legati al nostro tempo vissuto.  “La rete ci induce a credere di poter disporre della temporalità. Ricordare, per l’essere umano, significa sempre selezionare. Ma la rete non ricorda, accumula, fissa implacabilmente anche quello che vorremmo cancellare e no segue, così, l’evoluzione delle nostre esperienze.

L’abitudine a mostrare ad altri le nostre immagini, a descrivere le nostre sensazioni e reazioni agli eventi, determina, per così dire, una storia parallela alla nostra storia personale”.[1]  Con la rete internet, le nostre immagini, i nostri racconti, gli articoli diventano una rappresentazione pubblica che resterà nel tempo e che potremo rivedere quando lo desideriamo. In pratica il nostro tempo vissuto rimane nella memoria altrui. Prima dell’era digitale, prima dell’avvento dell’Intelligenza Artificiale, al massimo rimaneva una nostra foto ricordo, la foto di un paesaggio scattata in un nostro viaggio, lo slogan di un grande manifesto che ci obbligava all’immaginazione di quell’evento, vissuto direttamente o perché lo avevamo sentito raccontare.

Oggi quell’esperienza si ripropone così come è stata, come un documentario filmato di una narrazione storica che rimane a disposizione nel tempo. In questa nuova esperienza storica dell’era digitale, mentre ci si avvia verso il Cambiamento d’Epoca, i nativi digitali, che lo vivranno per età anagrafica nel loro futuro, finiscono per abituarsi a privilegiare la loro capacità reattiva ed emotiva e non più la capacità riflessiva. Assistiamo sempre più ad un indebolimento del senso critico che aiuta ciascuno di noi, con la riflessione e il paradigma del confronto, a vivere e a cogliere la Libertà della propria esistenza nel sistema che lo circonda ad ogni latitudine.  Chiediamoci quanto tempo dedichiamo nella nostra giornata a pensare, a immaginare, a creare, a sognare? Preferiamo prendere la via di più breve, più superficiale, la via di fuga o di uscita da ciò che risulta come insoddisfazione nella vita quotidiana.

Così registriamo che sono le caratteristiche di questi momenti culturali e sensoriali artificiali che hanno una ricaduta sulla percezione del valore e del significato della nostra esistenza reale. Si potrebbe concludere questa breve riflessione che, perdurando e, quasi certamente, aumentando queste condizioni di vivere altrove il nostro luogo e il nostro tempo vissuto, noi stiamo sempre più perdendo la capacità di porre la nostra attenzione alla riflessione, alla meditazione, alla preghiera, a rivolgerci a Dio! Ma, fortunatamente, nei giorni scorsi, con mia grande e piacevole sorpresa, in un territorio della Campania, segnato da gravi dimenticanze della Politica in questi decenni[2], ho scoperto che invece è viva la Speranza che anima dei giovani cattolici [3]che invitavano a pregare insieme, con queste parole: “Spirito Santo, insegnaci Tu ciò che dobbiamo fare, mostraci Tu il Cammino da seguire tutti insieme. Non permettere che da noi peccatori sia lesa la Giustizia, non ci faccia sviare l’ignoranza, non ci renda parziali l’umana simpatia, perché siamo una sola cosa in Te e in nulla ci discostiamo dalla Verità. Lo chiediamo a Te che agisci in tutti i tempi e in tutti i luoghi”

Con lo svilupparsi dell’Intelligenza Artificiale e delle altre Innovazioni tecnologiche: Robotica, Nanotecnologie, IoT, Metaverso, l’uomo ha acquisito un enorme potere sulle cose e nella comunicazione e così si è autoesaltato, ancor più in questi ultimi decenni; si è diffusa, specie nei giovani delle generazioni Zeta[4] e Alpha[5] e ancor più nei nativi digitali, l’attrazione verso il pensiero filosofico che afferma che Dio non esiste e che è l’uomo è di fatto Dio[6] Noi siamo tra coloro che sono impegnati a scongiurare l’egemonia tecnocratica[7], perché siamo convinti che il tentativo di riprodurre l’essere umano con i mezzi e la logica della tecnica, sia un approccio che comporterebbe la riduzione dell’umano a un aggregato di prestazioni riproducibili a partire da un linguaggio digitale, che vorrebbe esprimere ogni tipo di informazione, attraverso codici numerici.

Siamo contrari alla deriva verso un “pensiero unico” e addirittura a un linguaggio codificato in modo artificiale; vorremmo che gli esseri umani continuino a promuovere l’Umanesimo Integrale che sviluppa i concetti della Dignità e della Persona, come il luogo dove l’Essere si fa Parola. Ci sostiene, con tanti intellettuali tecnologi e umanisti, anche l’Insegnamento di Papa Francesco che, ricevendo in udienza i membri della Pontificia Accademia per la Vita[8] ha detto: “Le crescenti capacità della scienza e della tecnica conducono gli esseri umani a sentirsi protagonisti di un atto creatore affine a quello divino. È necessario sviluppare una cultura che, integrando le risorse della scienza e della tecnica, sia capace di riconoscere e promuovere l’umano nella sua specificità irripetibile”.

Oggi, i giovani s’interrogano sulle criticità della società e sul futuro. S’interrogano sul Io e sul Noi, sulla Relazione e sull’Uomo. S’interrogano sul Futuro: la Società va verso un nuovo Umanesimo Digitale? 

La Società digitale sarà umano-centrica?[9]

– Nel prossimo futuro potremmo attribuire la capacità di pensare anche alle macchine intelligenti? L’Intelligenza Artificiale sarà in grado di agire di fronte a situazioni che mettono in pericolo la vita degli esseri umani? La Tecnologia ci permetterà di superare i limiti biologici dei nostri corpi? È giusto provare ad andare, oltre la democrazia rappresentativa e sperimentare forme di partecipazione diretta di ogni cittadino alle scelte dei Governi, rese possibili dalla tecnologia? In futuro comunicheremo solo attraverso la Rete e avremo tra i nostri interlocutori chatbot e macchine intelligenti? E la Politica con la P maiuscola quali Visione di società esprimerà? Quali decisioni? 

-Avranno un’importanza centrale le questioni: Libertà Civili – Privacy Individuale – Funzionamento delle nostre Democrazie? L’accesso a Internet deve, già oggi, essere considerato un diritto umano universale? 

-Come occorre ripensare il sistema dell’istruzione nella società digitale? Per i prossimi anni e decenni, che non vedremo per età anagrafica, il mio auspicio è che si sviluppi una Cultura che sappia rispondere a queste domande, partendo sempre dalla centralità della Persona e della Sua Dignità e che rafforzi la sfera delle emozioni, dei sentimenti, del desiderio e dell’intenzionalità, che solo un essere umano, una Persona, può riconoscere, apprezzare e convertire in termini di relazione a favore degli altri e per chi ha anche una Fede Cristiana può promuoverla verso tutti, sentendosi assistito dalla Grazia dello Spirito Santo. Auspichiamo che nei prossimi venti anni nella Società, sempre più tecnologica, che va verso il Cambiamento d’Epoca, si sviluppi una nuova Cultura di Umanesimo Digitale che sappia considerare al centro la Persona e la Sua Dignità, una Società di Fratelli Tutti, come ha descritto Papa Francesco, ancora guidata dall’Uomo, per  la Costruzione e la Speranza di un Mondo Migliore che conservi il principio di Creazione e il Valore dell’Eterno.

^Antonino Giannone, Senior Management Consultant e Docente di Leadership ed Ethics c/o ICELab Politecnico di Torino.

Presidente Umanesimo ed Etica per la Società Digitale – Membro dei Comitati Tecnico- Scientifici: Associazione Nazionale Italiani nel Mondo – Collegamento di Cattolici per una Civiltà dell’Amore- Eurilink University Press – Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti.

[1] Adriano Pessina, L’essere altrove. L’esperienza umana nell’epoca dell’intelligenza artificiale. MIMESIS Edizioni, 2023

[2] Territorio della Campania: Nola e zone limitrofe.

[3] Diocesi di Nola: Scuola Socio Politica e Imprenditoriale. Inaugurazione Anno 2024, 10 Febbraio: Le parabole: le grandi perle sull’Etica Sociale.

[4] La generazione Z è così definita perché viene dopo la X, dei nati tra gli anni ’60 e ’70, e la Y, cioè i millennial, nati tra gli anni ’80 e ’90. Le persone che fanno parte di questa generazione rappresentano il I° gruppo completamente cresciuto in un mondo digitale.

[5] Generazione Alpha: sono i nati dopo il 2010. Gestiscono una grande quantità di stimoli, hanno familiarità con l’intelligenza artificiale e la realtà virtuale.

[6] Il filosofo francese Edgar Morin è stato tra i primi nell’era digitale a propugnare la filosofia che è l’uomo=Dio

[7] Rif. Lettera enciclica Laudato si’, 108.

[8] In occasione dell’Assemblea generale, che si è svolta a Roma, presso il Centro Conferenze dell’Augustinianum (12 Febbraio 2024) sul tema “Human Meanings and Challenges”

[9] A. Giannone, UMANESIMO DIGITALE. Trasformazione Digitale e Antologia dei Valori Umani. Un approccio umano-centrico nel rapporto con i giovani e con la vita delle persone. Ed. Giuseppe Laterza, Giugno 2023 Bari (http://www.edizionigiuseppelaterza.it/)

ph fastweb

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