Politica nazionale

Gazzini (FI), “l’autonomia differenziata è un premio di consolazione. Interrogazione alla commissione europea”

No a un’autonomia di serie B, no all’autonomia differenziata.

“Sono cresciuto in un territorio, l’Alto Adige, con un’autonomia reale, che definisco di serie A e non di serie B come l’autonomia differenziata in discussione in Parlamento. Sono convinto che il principio di autonomia territoriale debba essere concesso con dignità costituzionale e garantito internazionalmente. È con questo spirito che ho depositato un’interrogazione alla Commissione Europea, allo scopo di sollevare un tema cruciale riguardante l’autonomia differenziata, che avrebbe l’obiettivo in Italia di conferire competenze a diverse Regioni, in particolare il Veneto, la Lombardia e l’Emilia-Romagna.

L’autonomia differenziata è un artificio privo di sostanza: è essenzialmente una mossa politica per ingraziarsi gli elettori in una fase preelettorale, una promessa vuota che non risponde alle vere esigenze delle comunità locali. Non è sicuramente la risposta che i Veneti si aspettavano dopo il referendum consultivo del 2017 circa l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia al proprio ente territoriale, come previsto dall’articolo 116 della Costituzione.

Questo non vuole essere un attacco politico, ma un’occasione di riflessione, oltre che una constatazione basata sui fatti. L’autonomia differenziata, lontana dal concedere alle Regioni una reale autonomia, crea invece delle autonomie di serie B, vulnerabili alle decisioni arbitrarie dei Governi futuri, perché non costituzionalmente e/o internazionalmente protette. Questa è una manifestazione di dileggio contro i Veneti che aspettano da sempre un’autonomia degna di questo nome.

Le critiche delle Sinistre, invece, che accusano l’autonomia differenziata di essere uno strumento contro il Meridione, sono fuorvianti e umoristiche, e lasciano pensare che PD, M5S e Azione non si siano mai presi la briga di leggersi le specifiche. L’autonomia differenziata siffatta è un problema solo per i territori che vogliono più autonomia, non per quelli che non la vogliono.

Come cittadino altoatesino, sono un convinto sostenitore dell’autonomia, e non posso rimanere indifferente di fronte alla discriminazione in corso: cittadini di serie A, con un’autonomia di serie A, e cittadini di serie B con un’autonomia di serie B. L’interrogazione depositata alla Commissione Europea mira a sollecitare un parere proprio su questo tentativo di marginalizzazione dei Veneti e delle altre regioni che vogliono avere maggiori responsabilità per servire meglio il territorio. L’appello alla Commissione è teso a chiedere che si garantisca un’autonomia definitiva per i territori, che non possa essere oggetto di future contestazioni e che non possa essere revocata dagli arbitrii di futuri governi che volessero riappropriarsi delle competenze.

Le autonomie territoriali offrono numerosi vantaggi, tra cui una maggiore efficacia nell’adattare le politiche alle esigenze locali, una partecipazione politica più attiva, la tutela delle minoranze culturali, una migliore erogazione dei servizi pubblici, la promozione dello sviluppo economico locale e la riduzione della burocrazia. Questo modello di governance favorisce l’efficienza, l’efficacia e la partecipazione democratica, garantendo al contempo la protezione delle identità culturali e delle minoranze.

Ritengo sia giunto il momento di affrontare questo problema con serietà e determinazione, e non solo per fini elettorali. L’autonomia differenziata non è una soluzione decorosa. I cittadini del Veneto, della Lombardia e dell’Emilia-Romagna meritano di meglio, non promesse vuote e ingannevoli. La mia è una lotta per un’Italia unita, equa e competitiva, dove ogni regione possa godere di autonomia costituzionalmente concessa e, perché no, internazionalmente protetta” – È quanto dichiarato dall’europarlamentare Matteo Gazzini.

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