Politica nazionale, Riforme

Foti, Calderoli e Fratin a Piacenza, spiegano le ragione del si al referendum

 

“Si deve esprimere un voto senza farsi influenzare dall’appartenenza politica, poiché prima viene l’interesse della Nazione e poi quello della fazione. Questa riforma costituzionale fa bene all’Italia e quindi agli italiani, che potranno avere finalmente una giustizia libera dalla politica. Questa è una riforma trasversale sia sotto il profilo politico sia sotto quello tecnico: la volevano tanto la sinistra quanto il centro e la destra; la volevano gli avvocati come i giudici indipendenti. Ma solo perché l’ha fatta il centrodestra bisogna dire che non va bene. E allora, amici della destra, del centro e della sinistra, votate in massa per il SÌ, perché nel segreto dell’urna né la Schlein né Conte vi possono guardare”.
Queste le parole di Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le politiche di Coesione al convegno sulla Riforma della giustizia in corso ieri a Piacenza in una sala gremita.

Il programma  iniziale della serata è stato un pò stravolto  dalla triste notizia della morte di Umberto Bossi, per il quale il piacentino Matteo Rancan ha subito chiesto alla sala gremita di osservare un minuto di silenzio. «È un dovere ricordare Umberto Bossi, che ho avuto modo di conoscere sia sui banchi parlamentari sia come persona. Conservo tanti momenti che non si possono dimenticare. Porgo ai suoi cari e alla famiglia della Lega le mie più sentite condoglianze» ha detto a tal proposito Foti.

Al convegno erano presenti anche i ministri Roberto Calderoli e Gilberto Pichetto Fratin: “E’ stata una campagna elettorale che in certi momenti è stata anche difficile perché qualcuno l’ha presa per senso d’appartenenza, cambiando idea rispetto alle proprie posizioni, questo è il caso di molti della Sinistra”, commenta Pichetto Fratin. “Peraltro, bisogna anche ricordare che molti, anche della Sinistra, coerentemente con il programma che aveva il Partito Democratico nel 2019, hanno confermato le loro posizioni: personaggi anche molto importanti; pertanto, io credo che a costoro bisogna dare atto della loro onestà intellettuale”. ha aggiunto il ministro dell’ambiente

“Noi siamo convinti della necessità di cambiare, di cambiare questo sistema. Quindi agli italiani chiediamo davvero di intervenire contro un sistema che è un sistema di sindacato. La nostra giustizia non può essere governata da un sindacato che di fatto non dà ai cittadini le garanzie che dovrebbero avere”.

“Io ho passato sulla mia pelle metà della mia vita da politico in aule di tribunale da cui sono sempre uscito poi indenne. Trentacinque anni della mia vita come indagato o imputato sono una cosa assolutamente insostenibile”, ha spiegato invece Calderoli.

“E’ stato difficile per me, immaginiamoci una persona qualunque. Si immagini con un costo medio di 20 – 30 mila euro all’anno, 35 anni di avvocati, cosa mi può essere costato. In più quello che l’esito è mediatico per te, per la famiglia”.

“Quindi mai come in questa occasione dopo aver promosso nel 2022 i referendum abrogativi che avrebbero portato a questo risultato sono ancora più sostenitore convinto del sì. Le opposizioni e quelli che sostengono il no l’hanno voluto portare a uno scontro politico a favore o contro il governo”.

“Qui non c’entra il governo, il problema è che questa è una cosa che può riguardare tutti, può riguardare il politico ma qualunque persona normale può essere dall’oggi al domani coinvolta in queste vicende politiche reali. Quindi è interesse di tutti andare a votare e votare sì”.

“A Schlein, che ogni giorno chiede a Meloni se sta con l’Europa o con Trump, rispondiamo con chiarezza: nell’Unione Europea 25 Stati hanno la separazione delle carriere e solo Italia e Grecia non l’hanno. E allora, cara Elly, vuoi spiegare tu agli italiani, a partire dai tuoi elettori, perché sulla giustizia l’Italia deve differenziarsi dall’Europa?”. Ha infine concluso Tommaso Foti
Il ministro degli Affari europei alle 13 aveva partecipato insieme al ministro delle infrastrutture Matteo Salvini alla cerimonia di riapertura del ponte sul fiume Nure, lungo la statale 9 “Via Emilia”, al km 254, nel territorio di Pontenure, ai confini con la città di Piacenza, chiuso dal 15 settembre scorso.

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