Cultura

Ancona nominata capitale della cultura 2028

Ancona è ufficialmente la città Capitale della Cultura 2028. Il dossier “Ancona. Questo adesso” ha sbaragliato la concorrenza delle altre città in gara, vale a dire Anagni, Catania, Colle di Val d’Elsa, Forlì, Gravina in Puglia, Massa, Mirabella Eclano, Sarzana e Tarquinia.

L’annuncio è arrivato nella tarda mattinata di oggi, nella sala Spadolini del ministero della Cultura, a Roma. Presenti il sindaco Daniele Silvetti, l’assessore alla Cultura Marta Paraventi e la dirigente Viviana Caravaggi. A proclamare il ministro della Cultura Alessandro Giuli. Vicino a lui il presidente della commissione giudicante Davide Maria Desario.

l ministro italiano della Cultura, Alessandro Giuli, ha ribadito come «tutti avete prodotto progetti di alto valore. Uno solo vincerà, ma gli altri non devono sentirsi sconfitti. Essere qui è già importante. Questi – ha poi sottolineato – sono i momenti che rendono piacevole la vita di un ministro. Perché ci si avvicina ai territori, ognuno portatore di specificità non riproducibili, ma messe a valore. Siete la rappresentazione dell’Unità della Nazione e chi vince sarà il Caput Italiae».

Il Comune ha presentato, si legge nelle motivazioni, un “modello di valorizzazione culturale solido e coerente capace di coniugare identità e apertura internazionale, in una visione che prevede rigenerazione e inclusione“, con un “programma di interventi solido” che “include un pubblico ampio e diversificato”.

La strategia di investimento è stata ritenuta “coerente con un impatto significativo sul tessuto socio economico” ed è stata considerata “rilevante l’attenzione alla dimensione europea e mediterranea che rafforza il posizionamento del progetto, così come il coinvolgimento enti territoriali e i giovani, considerati come protagonisti dei processi culturali”.
Il dossier “soddisfa pienamente gli indicatori del bando ponendosi come modello di progettazione culturale innovativa e condivisa”. La città riceverà adesso un milione di euro per la realizzazione del programma culturale contenuto nel dossier.

Daniele Silvetti, sindaco di centro destra della città ha iniziato il suo discorso: «Questo è un obiettivo molto importante per una comunità, una città, una regione. Ringrazio la giuria e il ministro. È stato fatto un lavoro importante. Non conosco i dossier delle altre città, ma so bene quanta intensità ci si metta per comporre un dossier competitivo, originale, suggestivo, capace di far percepire il nostro tessuto socio culturale. Il nostro è un lavoro che ha cercato di mettere assieme ciò che era sparso per la città e rendere armonioso il rapporto tra l’aspetto architettonico e ambientale della città. Abbiamo fatto credo un buon lavoro. Lo dico da sindaco tra i sindaci. Le municipalità ci accomunano tutti, hanno radici profonde e sono comparse prima dello Stato. Grazie al ministero per valorizzarle in occasioni come queste. Grazie».
“Il titolo di Capitale italiana della cultura, che torna nelle Marche per la seconda volta dopo Pesaro 2024, testimonia l’enorme potenziale della nostra regione e la grandezza di un patrimonio che vuole farsi scoprire dall’Italia e dal mondo intero”. Così in una nota il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, commentando la proclamazione di Ancona capitale italiana della cultura del 2028.

Molto soddisfatto anche l’eurodeputato anconetano Carlo Ciccioli, portavoce regionale per le Marche di fdi “Il riconoscimento di Ancona come Capitale italiana della Cultura 2028 rappresenta un traguardo straordinario che va ben oltre i confini cittadini in quanto è una vittoria dell’intero sistema Marche e un segnale forte della centralità dell’Adriatico nello scenario europeo. Il dossier è stato premiato all’unanimità per la sua visione innovativa, capace di coniugare identità, inclusione e apertura internazionale. Da anconetano, questo risultato mi riempie di orgoglio ed è successo a cui abbiamo contribuito tutti con impegno e passione. È il riconoscimento della storia, dell’identità e della capacità della nostra comunità di guardare al futuro senza perdere le proprie radici. Ancona ha sempre avuto una vocazione naturale all’apertura e al dialogo, e oggi questa vocazione viene finalmente riconosciuta a livello nazionale. Ma soprattutto, questo risultato rafforza il ruolo strategico di Ancona come baricentro della Iniziativa Adriatico-Ionica e della macroregione adriatico-ionica, di cui la città è già punto di riferimento istituzionale e politico. Qui si incrociano cultura, infrastrutture, relazioni economiche e dialogo tra popoli, in una naturale proiezione verso i Balcani e il Mediterraneo. Il titolo non è solo un riconoscimento culturale, ma una straordinaria occasione di sviluppo regionale nei settori della cultura e del turismo in particolare”.

 

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