Economia

Urso aumenti benzina inferiori in Italia che altrove, taglio accise inefficace

Cerca di rassicurare i mercati, le imprese e le famiglie il ministro del Made in Italy e delle imprese, Adolfo Urso, che ha presieduto l’ennesima riunione della commissione di allerta rapida al Mimit. “Oggi-  ha detto nel corso della riunione- l’aumento dei prezzi alla pompa in Italia resta al momento nettamente inferiore rispetto a quanto avviene negli altri principali Paesi europei, molti dei quali guardano con crescente interesse al nostro modello”.

Nel corso del confronto sarebbero stati analizzati i dati pubblicati nel Weekly Oil Bulletin della Commissione europea, che certificano come, nella scorsa settimana, gli aumenti registrati in Italia siano stati inferiori rispetto a quelli degli altri Paesi: per la benzina, un aumento del 4,5% in Italia, contro oltre il 10% in Germania, il 7,7% in Spagna e il 4,8% in Francia. Per il gasolio, un aumento dell’8,6% in Italia, rispetto al 20% in Germania, al 14,8% in Francia e al 14,2% in Spagna.

Per il momento nessuna delle principali economie europee – come Germania, Francia e Spagna – ha introdotto un taglio delle accise. Molti paesi stanno invece predisponendo misure di controllo sulla filiera distributiva, simili a quelle gia’ introdotte dal nostro Governo’. ha evidenziato Adolfo Urso, nel corso della riunione della Commissione Allerta Rapida in corso al Mimit. Urso, prima di assentarsi dall’incontro per prendere parte al Consiglio Supremo di Difesa, avrebbe quindi chiesto alla Commissione di fornire elementi di approfondimento e di valutazione utili per le ‘azioni che il Governo intendera’ intraprendere nei prossimi giorni, quando si avra’ maggiore contezza delle ricadute e della durata del conflitto, e che saranno concentrate, come sempre fatto dall’inizio della legislatura, nel sostenere i ceti meno abbienti e per contrastare in modo efficace l’eventuale impatto inflattivo derivante dall’aumento dei costi dell’autotrasporto dei beni’.

L’ipotesi di un taglio delle accise, quindi, come nel 2022 non è al momento sul tavolo. “La situazione odierna è molto diversa da quella del marzo 2022, quando l’invasione russa dell’Ucraina fece impennare i prezzi dei carburanti e dell’energia. Il tasso di inflazione in Italia era già al 6,9%, poco sotto la media UE, e il prezzo dei carburanti stava crescendo in modo significativo, superando la soglia dei 2,5 euro al litro. Il governo di allora ritenne di utilizzare l’extragettito dell’IVA che si stava accumulando per destinarlo interamente a un taglio delle accise sui carburanti, con un costo complessivo per l’erario – e quindi per i cittadini – di circa un miliardo di euro al mese“, ha detto Urso.

“Una misura che si rivelò per lo più inefficace, perché non arrestò la spirale inflazionistica, che arrivò fino al 12,6%, oltre la media UE, nell’ottobre 2022 quando ci siamo insediati al governo. Inoltre, come rilevò successivamente l’UPB – ha ricordato il ministro – il beneficio si concentrò soprattutto sui ceti benestanti, poiché le famiglie con redditi più elevati sono anche quelle con maggiori consumi di carburante”, ha aggiunto Urso.

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