Politica internazionale

La commissione europea apre la consultazione pubblica per la strategia sulle isole

La Commissione europea apre il cantiere della futura strategia per le isole dell’Ue e ha aperto una consultazione pubblica fino al primo aprile per raccogliere commenti e pareri. Il piano, affidato al vicepresidente della Commissione Ue Raffaele Fitto, punterà a rafforzare la competitività economica e l’attrattiva delle isole Ue sostenendo i settori tradizionali (agricoltura, pesca, turismo) e la diversificazione economica. La strategia, attesa entro l’anno, stabilirà attraverso una serie di raccomandazioni un quadro strategico comune per il loro sviluppo, guidando l’azione degli Stati membri nell’orientare in modo più efficace la programmazione finanziaria, in particolare post 2027. Tra gli obiettivi dell’iniziativa, anche la promozione della decarbonizzazione per ridurre la dipendenza energetica e trovare soluzioni alle sfide demografiche strutturali che questi territori dell’Ue si trovano ad affrontare.

Annunciata nella revisione intermedia della politica di coesione del 1° aprile 2025 e sottolineata nel Patto europeo sugli oceani del giugno 2025, questa strategia rafforzerà la resilienza, stimolerà la competitività e affronterà le specifiche sfide socio-economiche che le isole dell’UE si trovano ad affrontare.

Aperta fino al 1° aprile, questa consultazione invita cittadini, imprese, autorità locali e regionali, organizzazioni della società civile ed esperti, in particolare quelli residenti nelle isole dell’UE, a condividere le proprie opinioni sulle questioni più urgenti che interessano le loro comunità. Attraverso questa consultazione, la Commissione intende individuare le priorità chiave, valutare l’efficacia delle politiche e della legislazione UE esistenti ed esplorare modalità per rispondere al meglio alle esigenze delle isole.

“Particolare attenzione-  si legge nella nota sul sito della commissione- sarà dedicata ai giovani, con l’obiettivo di garantire che le isole rimangano luoghi attraenti in cui vivere e lavorare. Le isole non sono solo destinazioni turistiche, si legge in un documento della Ue sulla strategia delle isole, ma anche una realtà economica e geopolitica complessa che i responsabili politici dell’UE devono prendere sul serio in un mondo sempre più incerto e instabile. Prima che il CESE formuli proposte politiche concrete, è essenziale chiarire il quadro concettuale: le isole devono essere esaminate in modo onnicomprensivo, in quanto parti integranti dei rispettivi Stati, e le loro sfide e capacità specifiche devono essere individuate sistematicamente.

All’interno dell’Europa, alcuni paesi sono arcipelaghi e sono costituiti da una o più isole. Per questi Stati non esiste una “questione insulare” distinta, in quanto le isole stesse costituiscono l’intero Stato. Emerge, tuttavia, una sfida in materia di governance marittima, dato che il mare rappresenta una dimensione fondamentale della loro identità territoriale, economica e funzionale. È il caso, ad esempio, dell’Irlanda, di Malta e di Cipro, che dovrebbero beneficiare anche dei regolamenti del Consiglio che fanno riferimento a misure specifiche per l’agricoltura

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