Politica nazionale

PNRR: Foti, primo decreto per farmacie rurali, fondi a 195 presidi

Con la pubblicazione del primo decreto di erogazione prosegue l’attuazione di una misura strategica del PNRR per rafforzare la sanità di prossimità e per assicurare servizi essenziali ai cittadini. Le farmacie rurali rappresentano un presidio fondamentale per garantire l’accesso ai servizi sanitari nei territori più fragili e nelle aree interne”.

Così il Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, commenta la firma del primo decreto – adottato dall’Ufficio V della Struttura di missione PNRR della Presidenza del Consiglio dei ministri – di erogazione dei contributi previsti dall’Avviso pubblico 2025 per il consolidamento delle farmacie rurali finanziato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

“Il provvedimento – spiega Foti – autorizza l’erogazione delle risorse alle prime 195 farmacie beneficiarie per un importo complessivo di 4.365.574 euro”.

Il decreto segue il provvedimento di ammissione al finanziamento dei progetti, adottato nel novembre 2025, nell’ambito del PNRR – Missione 5 “Inclusione e Coesione”, Componente 3 “Interventi speciali per la coesione territoriale”, investimento dedicato alle strutture sanitarie di prossimità territoriale.
La misura è finalizzata a sostenere il rafforzamento delle farmacie situate nei comuni, nelle frazioni e nei centri abitati con meno di 5.000 abitanti, favorendo interventi di innovazione tecnologica e lo sviluppo dei servizi sanitari territoriali.
Il provvedimento riguarda le prime farmacie tra le oltre 1.200 ammesse a finanziamento nell’ambito della misura. Ulteriori decreti di erogazione saranno pubblicati nelle prossime settimane, a seguito delle verifiche previste dalla normativa sugli aiuti di Stato.

Il ministro poi ha voluto dare anche un suo parere sul referendum sulla giustizia che si terrà tra dieci giorni, citando un caso singolare “In un afflato di sincerità, un sostenitore del no quale il Presidente del Tribunale di Brescia ha chiaramente delineato il fatto che, a suo avviso, è importante che rimanga l’attuale sistema perché chi è eletto al CSM da una corrente, deve rispondere alla corrente stessa. Mentre col sorteggio, che è la nostra proposta, il magistrato sorteggiato sarebbe libero da ogni vincolo”. Lo ha detto il Ministro, intervenendo al webinar nazionale su Facebook sulla riforma della giustizia. “Questa è la dimostrazione che quello attuale è un sistema che non funziona” spiega Foti. “Da quando in qua, in un organo che deve giudicare la competenza o meno del magistrato, il vero tema discriminante è l’appartenenza a questa o quella corrente e non la capacità professionale dimostrata sul campo negli anni? Il pubblico Ministero ha, in questa riforma, un riconoscimento costituzionale che non ha nella attuale lettura della Costituzione italiana ” ha concluso Foti

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