Giornalismo e geopolitica: “lectio magistralis” di Romina Bottino Gencarelli
Del 7 Marzo 2026 alle ore 10:04
Formazione dei giornalisti tra geopolitica, informazione digitale e nuovi media
L’iniziativa promossa dal direttore Antonio Peragine per i giornalisti del network A.N.I.M. ha offerto un momento di alta formazione sul ruolo dell’informazione nell’era digitale tra geopolitica, social network e intelligenza artificiale.
In un contesto internazionale segnato da nuovi scenari di geopolitica e da numerosi teatri di guerra, l’aggiornamento e la formazione dei giornalisti assumono un ruolo sempre più decisivo per garantire un’informazione corretta, consapevole e responsabile.Di questa esigenza si è fatto promotore il dott. Antonio Peragine, direttore ed editore delle testate giornalistiche online che fanno capo alla piattaforma A.N.I.M., di cui è fondatore e presidente. Tra queste figurano Corriere di Puglia e Lucania (Corriere PL.it), CorriereNazionale.net e Stampa Parlamento.

L’iniziativa è stata organizzata in stretta collaborazione e con il patrocinio della Federiciana Università Popolare Stupor Mundi e del Ministero dell’Istruzione, confermando l’impegno della rete editoriale nel promuovere momenti di alta formazione per i giornalisti del network.
La partecipazione – completamente gratuita per tutti i collaboratori sparsi sul territorio nazionale e per i soci della piattaforma – è stata numerosa e particolarmente attenta, segno di quanto il tema sia sentito tra i professionisti dell’informazione.
Il seminario, svolto in modalità remota giovedì 5 marzo 2026 dagli studi della sede A.N.I.M., è stato tenuto dalla prof.ssa Romina G. Bottino Gencarelli, docente di scuola superiore a Cosenza, vice direttore del quotidiano online “Stampa Parlamento (www.stampaparlamento.it), nonchè direttore Dipatimento Coscienza Sociale, Geopolitica e Strategie Globali, Unifedericiana/Roma, storico, analista politico. La sua è stata una vera e propria lectio magistralis che ha saputo catalizzare l’attenzione dei partecipanti in un crescendo di interesse e riflessione.
La formazione dei giornalisti nell’era della geopolitica e dell’informazione digitale
Nel corso dell’incontro, la docente ha analizzato il ruolo del giornalista nel mondo contemporaneo, partendo dal giornalismo di base fino ad arrivare al più complesso ambito del giornalismo geopolitico.
Particolare attenzione è stata dedicata alla trasformazione dell’informazione negli ultimi decenni: dalla progressiva crisi della carta stampata all’affermazione dei media digitali, fino all’emergere di nuovi attori della comunicazione, come gli influencer, capaci di incidere sulla percezione delle notizie e talvolta di manipolare l’opinione pubblica.

Con l’avvento dell’informazione online – ha sottolineato la professoressa Bottino Gencarelli, – assistiamo a un vero e proprio bombardamento di notizie. Se trent’anni fa l’informazione era prevalentemente costruita su fonti attendibili e verificabili, oggi la velocità dei network e la circolazione incontrollata dei contenuti possono produrre fenomeni di manipolazione e, di conseguenza, un progressivo impoverimento culturale.
Informazione online, social network e intelligenza artificiale: le nuove sfide del giornalismo
In questo contesto si inseriscono anche i motori di ricerca e le nuove tecnologie legate all’intelligenza artificiale, strumenti potentissimi che, se utilizzati senza spirito critico, possono influenzare e talvolta alterare la percezione dell’informazione.
Tra i rischi evidenziati dalla docente vi è anche quello di una progressiva riduzione della capacità cognitiva e critica delle persone, con un impoverimento del linguaggio e del vocabolario utilizzato.
“Tutto tende a diventare sempre più sintetico”, ha osservato la docente, evidenziando come questo fenomeno possa trasformarsi in una nuova forma di analfabetismo culturale.
Il linguaggio resta tuttavia uno degli elementi distintivi dell’essere umano, ma la sua progressiva semplificazione rappresenta una sfida importante per la qualità del dibattito pubblico.
Secondo la prof.ssa Bottino Gencarelli , molti studiosi hanno compreso come la capacità di influenzare l’opinione pubblica passi proprio attraverso il controllo dell’informazione e del pensiero critico. Il rischio, ha sottolineato, è quello di una società sempre più condizionata da sistemi economici e finanziari capaci di orientare la comunicazione.
Anche il ruolo del giornalista, in questo scenario, appare spesso messo alla prova da vincoli editoriali e da interessi legati ai grandi centri di potere. Tuttavia il giornalista conserva una prerogativa fondamentale: la libertà professionale di verificare le fonti e di ricercare la verità dei fatti attraverso la propria autonomia.
Il giornalista – ha ricordato la docente – racconta il presente, mentre lo storico analizza e interpreta il passato con uno sguardo diacronico. Entrambi, però, contribuiscono a costruire la narrazione della realtà, seppur in tempi diversi.
Giornalismo geopolitico: conoscere storia, territori ed equilibri internazionali
Una parte importante della lezione è stata dedicata alle differenze tra giornalismo di base e giornalismo geopolitico.
Nel primo caso, che riguarda ambiti come cronaca, economia, sport o cultura, il linguaggio deve essere semplice, chiaro e tempestivo, rispettando la regola delle cinque “W” del giornalismo anglosassone: who, what, when, where, why (chi, cosa, quando, dove, perché).
Il giornalismo geopolitico, invece, richiede competenze molto più ampie. Il giornalista deve possedere solide conoscenze storiche e geografiche, saper contestualizzare gli eventi e comprendere le relazioni tra i diversi attori internazionali.
Conoscere i confini politici, le relazioni tra Stati confinanti, i fattori religiosi, culturali ed economici che influenzano le dinamiche internazionali.
La docente ha portato alcuni esempi significativi, come i complessi rapporti tra Iran e Iraq, dove la componente religiosa e storica ha un peso determinante, oppure le relazioni strategiche tra Cina, Russia e Iran, influenzate anche dal ruolo delle risorse energetiche come il petrolio.
Scenari geopolitici e nuovi equilibri internazionali
Il giornalista che si occupa di geopolitica deve quindi conoscere lo “scacchiere” internazionale su cui si muovono i diversi Paesi, comprendere alleanze e rivalità storiche, analizzare i vantaggi strategici in gioco e interpretare gli scenari che spiegano determinate scelte politiche.
Tra gli altri fattori che incidono sugli equilibri geopolitici, la docente ha citato anche le grandi tendenze globali: lo sviluppo demografico, con un’Europa sempre più segnata dal calo delle nascite, e le trasformazioni legate al cambiamento climatico e alle catastrofi naturali.
Un altro tema centrale riguarda la competizione internazionale per l’accesso alle risorse strategiche, come le terre rare e le materie prime fondamentali per le tecnologie del futuro.
Si tratta, dunque, di uno scenario complesso nel quale il giornalista è chiamato a svolgere un ruolo sempre più impegnativo: non solo raccontare i fatti, ma interpretarli con rigore, competenza e senso critico.
Formazione dei giornalisti e responsabilità dell’informazione
L’iniziativa promossa dalla piattaforma A.N.I.M., grazie alla visione e alla capacità organizzativa del direttore Antonio Peragine, si è rivelata un importante momento di crescita professionale per l’intero network di giornalisti.
Un’occasione di confronto e approfondimento che ha permesso ai partecipanti di riflettere sulle nuove responsabilità dell’informazione in un mondo sempre più complesso, dove la conoscenza degli scenari geopolitici e la capacità critica del giornalista diventano strumenti indispensabili per raccontare la realtà con rigore, competenza e consapevolezza.
La lectio magistralis della professoressa Romina Bottino Gencarelli ha offerto ai giornalisti presenti non solo strumenti di analisi, ma anche una preziosa occasione di riflessione sul futuro della professione, oggi chiamata più che mai a confrontarsi con le trasformazioni della comunicazione globale e con le nuove sfide poste dall’informazione digitale.




