Economia, Politica nazionale

Urso: 8,4 miliardi per transizione 5.0 nel triennio 2026-2028 per rafforzare competitività

“Sono stati allocati 8,4 miliardi di euro che credo aumenteranno nelle prossime settimane, per l’innovazione anche attraverso l’utilizzo dell’Ia”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo URSO, intervenendo all’evento ‘IA e Lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità’

“L’uomo deve restare al centro della nostra azione”. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo URSO, intervenendo all’evento “IA e Lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità” nella Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano, a Roma, ha rivendicato l’impostazione “umano centrica” adottata dal Governo italiano sull’intelligenza artificiale. URSO ha ricordato la scelta simbolica del “Made in Italy” legata alla figura di Leonardo da Vinci e il disegno dell’Uomo Vitruviano come rappresentazione di una visione che pone la persona al centro del lavoro e dell’impresa. In questo quadro si inserisce la legge italiana sull’intelligenza artificiale, definita come uno dei primi interventi normativi organici in Europa. Secondo il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, la strategia nazionale punta a coniugare innovazione e tutela della persona, in coerenza con la tradizione europea e con l’obiettivo di rafforzare la competitività del sistema produttivo.

Sul piano della tecnologia, il ministro ha voluto sottolineare come il nostro paese stia muovendosi in anticipo rispetto ad altri paesi, non solo dal punto di vista normativo, ma anche da quello economico. Nel piano triennale fino al 2028 “sono stati allocati 8,4 miliardi di euro che credo aumenteranno nelle prossime settimane, per l’innovazione anche attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale”. ha detto  URSO, riferendosi agli strumenti che consentono alle imprese di integrare l’intelligenza artificiale nei processi produttivi e di rafforzare la competitività. Il piano prevede anche misure per la formazione dei lavoratori.'”. Inoltre “abbiamo recentemente stanziato fondi specifici per la formazione delle piccole e medie imprese, con un bando per lo sviluppo delle competenze che ha una dotazione iniziale di 50 milioni di euro con contributi a fondo perduto fino al 70 per cento per le microimprese”, ha aggiunto.

Dalla candidatura italiana a uno dei quattro hub europei sull’intelligenza artificiale al progetto G7 per un centro dedicato ai Paesi in via di sviluppo: sono questi gli ultimi temi affrontati dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo URSO, intervenendo all’evento “IA e Lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità”, a Roma. URSO ha richiamato il consorzio nazionale che coinvolge grandi gruppi industriali e la Fondazione per l’Intelligenza Artificiale di Torino, oltre ai punti di forza infrastrutturali del Paese, dai supercalcolatori operativi in Italia alla posizione strategica nel Mediterraneo per i cavi sottomarini. Il ministro ha infine ricordato l’iniziativa lanciata durante la presidenza italiana del G7 per la creazione a Roma di un hub per l’intelligenza artificiale nei Paesi in via di sviluppo, in collaborazione con le Nazioni Unite, già operativo presso la sede dell’UNDP. Un progetto, ha spiegato, volto a coinvolgere il Sud globale nella sfida tecnologica insieme all’Europa.

Chiaramente il ministro Urso non poteva nn parlare della clamorosa sentenza del tribunale di Milano sull’Ex Ilva, a seguito del ricorso presentato da una associazione di familiari della zona, che ha ordinato la sospensione dell’attività dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto a partire dal 24 agosto 2026, a causa di gravi carenze ambientali.  Urso ha definito la sentenza come un elemento che stravolge i piani, mettendo a rischio la continuità produttiva e i livelli occupazionali.

“Non sfugga ad alcuno che il prestito che dovremmo erogare dipende dal fatto che un acquirente possa rimborsare il prestito”. Lo afferma Adolfo URSO, ministro delle Imprese e Made in Italy parlando delle conseguenze della decisione del tribunale di Milano su ex Ilva.

“Se la sentenza de tribunale dovesse in qualche misura influire sul negoziato in corso non ci sarebbero nemmeno le condizioni per l’erogazione del prestito”.

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