Il Mercosur geopolitico
by Redazione
Un Trattato di varie centinaia di pagine mai nessuno lo capirà appieno e quindi serve tornare sull’argomento varie volte per individuarne almeno gli aspetti più significativi.
Gli Stati Uniti hanno ripreso l’idea dell’America (tutta intera dal Canada alla Patagonia) agli americani (naturalmente qui si tratta di quelli degli States -e per costoro il loro Presidente- che pensano a tutti) e quindi si ritengono in diritto di mettere il naso nei fatti anche dei sudamericani. Tra questi ultimi vi sono i discoli “non allineati” del Brics che vanno a bisbocce con Putin e Xi.
Tra gli europei vi sono i nostalgici dell’era coloniale che potrebbero trovare geniale l’ipotesi di mettersi di traverso alla dottrina americana e alla prassi Brics utilizzando la industria europea (come l’automobile) e gli agricoltori (che tanto fanno molto rumore ma non hanno lobby vere ed influenti) per attrarre tutto il Continente sudamericano nella sfera di influenza europea. Per “sfera di influenza europea” si intende quella delle lobby che controllano l’Europa Unita cioè la finanza e la stessa grande industria. Ecco che si capisce che dietro tutto questo interesse per le bistecche argentine altro non v’è che una disperata rincorsa ad un ruolo planetario delle burocrazie europee. Non si tratta di latte e automobili ma di geopolitica.
Tutte cose che non si possono dire esplicitamente per non far arrabbiare lo zio Tom ma si è rispolverato questo Trattato vecchio ormai di vari decenni che adesso può fare al caso loro. Forse molti degli stati che si sono detti favorevoli o contrari non hanno alcuna notizia di questi retroscena e recitano inconsapevolmente la parte loro assegnata. Certo è che siamo nel bel mezzo di un groviglio di interessi inconfessabili e di idee irriferibili per le quali si banchetta sulla pelle dei lavoratori (quelli veri non i dipendenti delle multinazionali) che potrebbero arrabbiarsi veramente.
Anche se queste ipotesi non fossero fondate che ne penseranno negli Usa quando si accorgeranno che un’automobile tedesca potrà essere venduta in Argentina e poi rivenduta -in barba ai dazi americani- negli USA?
Inoltre l’apertura della questione Greoinlandia non poteva rimanere senza risposta da parte europea di pari genere e dimensione. Tutto ciò significa che alla fine l’ultima parola spetta al Presidente americano? certo, è lui il convitato di pietra in ogni consesso che conta specie adesso che il suo attivismo è maggiore del solito.
Naturalmente ognuno vede che siamo in un contesto poco collaborativo e quindi poco rassicurante. Un altro passo nella direzione inversa da quella costruttiva!
Canio Trione
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