La pace come dovere dell’umanità. Un riconoscimento al dialogo tra i popoli
Un segno di stima della comunità accademica: Massimo Massa insignito del Dottorato Honoris Causa all’Università Cristiana “Dimitrie Cantemir” di Bucarest
BUCAREST – In una cerimonia solenne e carica di significato, l’Università Cristiana “Dimitrie Cantemir” di Bucarest ha conferito allo scrittore e accademico italiano Massimo Massa, pro-rettore dell’Accademia delle Arti e delle Scienze Filosofiche di Bari, il titolo di Dottore Honoris Causa, figura impegnata da anni nella promozione della cultura, del dialogo interculturale e della diplomazia umanitaria, riconoscendone il contributo civile e umanistico a livello internazionale.
L’evento, ospitato nella sede centrale dell’ateneo, si è svolto alla presenza del Magnifico Rettore, prof.ssa Corina Dumitrescu, del vice Rettore, prof. Cristian Dumitrescu, del Senato Accademico, dei docenti dell’università e di numerose autorità accademiche e culturali. In aula magna anche il prof. Constantin Barbu, filologo e vice direttore dell’Istituto di Storia e Studi Cantemiriani di Bucarest, e il prof. Cheikh Tidiane Gaye, scrittore e intellettuale di origini senegalesi, recentemente candidato al Nobel per la Pace: figure di rilievo internazionale da tempo legate al percorso culturale e accademico del conferito, molto attive nel promuovere la collaborazione culturale tra Italia, Romania e Africa.
Durante la cerimonia, Massa ha tenuto la sua lectio magistralis, dal titolo La pace: un dovere dell’umanità, un ampio itinerario tra etica, diritto internazionale, diplomazia e impegno civile, un testo che invita a riflettere sulla responsabilità condivisa nel costruire giustizia e dialogo.
Nel discorso ha richiamato le radici culturali dell’idea di pace, le sfide geopolitiche contemporanee e la responsabilità dei popoli nel costruire una convivenza fondata sulla cooperazione e sul rispetto reciproco.
– La pace non accade: si costruisce – ha affermato, sottolineando che – non può esserci armonia tra i popoli senza conoscenza, e non può esserci conoscenza senza rispetto dell’altro.
Il riconoscimento attribuito dall’ateneo romeno assume un valore particolare in un tempo in cui, come ha ricordato Massa, la guerra è ormai uno strumento obsoleto, strategicamente fallimentare e moralmente inaccettabile. Nel suo intervento ha richiamato anche il magistero di Papa Francesco:
– Ogni guerra lascia il mondo peggiore di come l’ha trovato. La guerra è un fallimento della politica e dell’umanità.
La lectio, intensa e partecipata, ha toccato temi come la giustizia internazionale, la dignità della persona, la fragilità del mondo multipolare, la diplomazia come via di speranza, il ripudio della guerra come fondamento delle Costituzioni moderne e il ruolo delle coscienze individuali nei processi di pace.
Il conferimento del titolo rappresenta un significativo riconoscimento dell’attività culturale e intellettuale svolta negli anni da Massimo Massa, protagonista di numerose iniziative dedicate alla letteratura, alla pace, all’integrazione e al dialogo tra culture. Un onore che, come lui stesso ha dichiarato, non è un punto di arrivo, ma un incoraggiamento a proseguire nella ricerca, nello studio e nella costruzione di ponti tra i popoli, evidenziando come l’impegno culturale e civile debba rimanere al centro della costruzione di nuove forme di convivenza.
A conclusione della lectio, ha voluto esprimere il senso profondo di questo conferimento:
– Ci sono riconoscimenti che sorprendono, altri che confermano un cammino. E poi ce ne sono alcuni che, arrivando da lontano, mettono in luce ciò che intorno spesso passa inosservato. Per questo, ricevere oggi questo onore dall’Università Cantemir ha per me un significato profondo: è il segno di una comunità accademica attenta, capace di riconoscere con apertura e generosità il valore della cultura e dell’impegno civile.
La cerimonia si è conclusa con un lungo applauso e con l’impegno, condiviso da tutti i presenti, di continuare a costruire ponti tra culture, paesi e comunità, nella convinzione che la conoscenza, la parola e il dialogo rimangano gli strumenti più potenti per difendere la dignità umana e immaginare un futuro di pace.





