Cronaca e Politica

Convincetemi a votare!

Dario Patruno

In media ogni anno l’elettore italiano è chiamato a votare: regionali 2025, referendum confermativo sulla giustizia 2026, politiche 2027.

Il partito oggi maggioritario è quello dell’astensionismo che sfiora ormai il 50% dei votanti che si astiene, non si reca alle urne, esprimendo il proprio dissenso e la sfiducia nel cambiamento attraverso il voto. Gli scandali dei fenomeni corruttivi che dagli anni ’90 di tangentopoli, si susseguono e aumentano a livello locale e nazionale, interrogano soprattutto su onestà e competenza che latitano in politica. Questo allontana i migliori dal governo della “cosa pubblica”.

I “mesterianti” della politica, coloro che non saprebbero altrimenti cosa fare, traendo i mezzi di sostentamento dall’occupare gli scranni della Regione, in sostanza, “campano” di politica, non sono pochi, sempre là.

Il ruolo della magistratura tende a far emergere fattispecie di reato non a prevenire i comportamenti riprovevoli sul piano etico prima che penale. Sotto il vocabolo “favore” ecco l’emergere di tutti quegli scambi, sintetizzati nella domanda: “cosa c’è per me, cosa ci guadagno a votare Tizio o Sempronio”.

Pertanto cosa fare?

Innanzitutto verificare la credibilità di una persona da una domanda: quale lavoro svolgeva prima di intraprendere la carriera politica? E’credibile sul posto di lavoro?

Quando ci si candida i potenziali eletti sanno quale sarà la loro funzione?

Il Consiglio regionale è l’organo legislativo e di rappresentanza della regione, che esercita la funzione legislativa regionale, approva e modifica lo statuto regionale, approva il bilancio e controlla l’operato della Giunta. Ha anche il potere di proporre leggi al Parlamento nazionale, di presentare richieste di referendum e di eleggere i delegati per il Presidente della Repubblica. 

Non tutti sono in grado di esercitare questo ruolo. La tentazione indubbia è di guardare alle indennità: l’indennità lorda per un consigliere regionale della Puglia è del 65% dell’indennità lorda dei parlamentari nazionali, oltre a una diaria a titolo di rimborso spese e altri rimborsi per spese di trasporto. Il trattamento economico lordo totale per un consigliere è di circa 11.000-12.000 euro al mese. Non male!

E il presidente della Regione e gli assessori regionali?

Il compenso lordo annuo del presidente della Regione Puglia è di circa €.118.000, mentre gli assessori regionali percepiscono un reddito lordo annuo variabile, con stipendi che possono arrivare fino a oltre € 112.000 lordi per l’assessore più pagato. I guadagni specifici degli assessori dipendono da vari fattori, tra cui la delega e il tempo trascorso in carica. 

Quali vantaggi ne trae il cittadino dalla Regione: servizi più efficienti di prossimità nella Sanità e nei servizi sociali.  Vedendo le liste di attesa nella sanità non direi.

Le strategie sono molteplici ma tutte devono essere messe in campo in maniera sinergica.

L’ “abbattimento delle liste” si riferisce alle misure adottate per ridurre i lunghi tempi nelle prestazioni sanitarie. Queste strategie includono l’incremento dell’offerta di servizi, l’ottimizzazione delle risorse esistenti, l’introduzione di orari aggiuntivi (anche serali e nel weekend), l’incentivazione del personale medico, l’abolizione del tetto di spesa per le assunzioni e il miglioramento del sistema di prenotazione (ad esempio, tramite un Cup unico regionale). 

Il segreto del successo è la sinergia, individuando le sacche di sprechi. Tenendo presente che in Puglia il 90% del bilancio regionale è assorbito dalla sanità, questa diventa prioritaria.

Il bilancio complessivo della Regione Puglia per il 2025 ammonta a circa 10,7 miliardi di euro, con una parte consistente (9 miliardi) destinata al bilancio sanitario. Il bilancio autonomo, invece, è di circa 1,7 miliardi di euro. 

Nel futuro consiglio regionale potrebbero essere presenti molti medici candidati sia nel centro sinistra che nel centro destra, quindi c’è da essere fiduciosi? Io direi che c’è da essere inquieti e vigili al tempo stesso, a che i governanti trovino soluzioni che rispettino i pazienti e sappiano discernere le priorità, quali per esempio quelle dei pazienti oncologici in età pediatrica e adulta.

La parola “paziente” deriva dal participio presente di “patior“, che significa sopportare” o “subire. Questo riflette l’idea tradizionale di un individuo che affronta passivamente una malattia, mentre oggi il termine indica una persona che si rivolge a professionisti sanitari ma è anche un soggetto attivo e consapevole, che partecipa alle decisioni sul proprio percorso di cura. 

Come ogni percorso dipende dalle persone che incontriamo sul nostro percorso, saperli distinguere non è facile e affidarsi in questi casi ai social o ai media o peggio all’intelligenza artificiale diventa esercizio pericoloso e non etico.

Affidarsi a professionisti seri sempre in politica come nella sanità.

Un suggerimento. In periodi critici sarebbe opportuno devolvere parte delle indennità a favore di indigenti perché la povertà si combatte con provvedimenti normativi ma anche facendo affidamento sulle tasche di chi percepisce le indennità di carica.

Un consigliere regionale può rinunciare all’indennità di carica, che è un diritto di credito di sua natura disponibile. La rinuncia deve essere comunicata formalmente alla Presidenza del Consiglio regionale. La rinuncia alle indennità di carica anche in altri Enti e Università ci sono, sono molto rare e infatti vengono citate.

Mentre sto per dare alle stampe il pezzo incombe in Puglia in maniera drammatica la questione ILVA.

Notizia di Il Sole 24 Ore Radiocorcontinua il dialogo con i tre investitori che hanno manifestato interesse nei confronti dell’ex Ilva. Nel corso dell’incontro a Palazzo Chigi, secondo quanto si apprende, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha indicato che con Bedrock Industries e’ in programma un incontro giovedi’, mentre rappresentanti di Flacks Group faranno un sopralluogo agli impianti di Taranto la prossima settimana. Da parte del terzo investitore, con cui e’ in corso una trattativa riservata e di cui non e’ noto il nome, ha detto Urso che continuano le valutazioni.”

Dagli esami strumentali effettuati nello stabilimento ex Ilva di Taranto non è emersa la presenza di alcuna sostanza pericolosa per la salute. Questo, secondo quanto si apprende, è quanto comunicato dai commissari straordinari di Acciaierie d’Italia ai sindacati. Secondo quanto riferito dai commissari, il cattivo odore avvertito dai lavoratori proveniva da un’area esterna al perimetro dello stabilimento ex Ilva.  Il commissario straordinario Giancarlo Quaranta ha avanzato la proposta di un piano di formazione per 1.550 lavoratori. Tuttavia, la formazione non sarebbe alternativa alla cassa integrazione ma la coprirebbe soltanto in parte.

 ( https://www.agenzianova.com/).

Da gennaio si arriverà a 6.000 in cassa integrazione. Dove arriveremo? Quale Natale di speranza i prossimi cinquanta consiglieri regionali sono in grado di offrire oggi “insieme” al Governo nazionale? Teniamolo presente quando depositeremo la nostra scheda nell’urna.  

Sottolineo insieme per questa ragione: La Regione Puglia non ha competenze dirette sulla gestione industriale di Acciaierie d’Italia (ex ILVA), ma ha competenze di tutela ambientale e interviene attraverso sostegno economico all’indotto, gestione della salute e promozione di piani di riconversione. L’ente regionale vigila sul rispetto delle normative ambientali tramite l’ARPA, gestisce le ricadute sociali ed economiche per le imprese dell’indotto e collabora con il governo e gli altri enti per definire il futuro dello stabilimento, anche in termini di decarbonizzazione.

Chi ha orecchie per intendere intenda!

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