Opinioni

Papa Francesco: la Chiesa che non si rinnova è un pezzo da museo

“Una Chiesa che si evangelizza per evangelizzare è una Chiesa che, guidata dallo Spirito Santo, è chiamata a percorrere un cammino esigente, un cammino di conversione e rinnovamento”. È il ritratto di Francesco, tracciato durante l’ultima catechesi pronunciata in piazza San Pietro e dedicata allo zelo apostolico. “Ciò comporta anche la capacità di cambiare i modi di comprendere e vivere la sua presenza evangelizzatrice nella storia, evitando di rifugiarsi nelle zone protette dalla logica o del ‘si è sempre fatto così’”.

Chiaro ed inequivocabile come sempre il monito del Papa: “Sono dei rifugi che ammalano la Chiesa. La Chiesa deve andare avanti, deve crescere continuamente, così rimarrà giovane”. Questa Chiesa è interamente rivolta a Dio, quindi partecipe del suo progetto di salvezza per l’umanità, e, nello stesso tempo, interamente rivolta verso l’umanità”, ha proseguito: “La Chiesa deve essere una Chiesa che incontra dialogicamente il mondo contemporaneo, che tesse relazioni fraterne, che genera spazi di incontro, mettendo in atto buone pratiche di ospitalità, accoglienza, riconoscimento e integrazione dell’altro e dell’alterità, e che si prende cura della casa comune che è il creato”. “Se la Chiesa non evangelizza se stessa, rimane pezzo di museo, invece quello che l’aggiorna continuamente è l’evangelizzazione di se stessa. Dobbiamo essere consapevoli che destinatari dell’evangelizzazione non sono soltanto gli altri, coloro che professano altre fedi o che non ne professano, ma anche noi stessi, credenti in Cristo e membra attive del popolo di Dio”, la tesi di Francesco.“.E dobbiamo convertirci ogni giorno che occorre:: “Accogliere la Parola di Dio e cambiare vita ogni giorno, e così si fa l’evangelizzazione del cuore”. “Per dare questa testimonianza, anche la Chiesa in quanto tale deve cominciare con l’evangelizzare sé stessa”, ha detto il Papa: “Ha bisogno di ascoltare di continuo ciò che deve credere, le ragioni della sua speranza, il comandamento nuovo dell’amore. La Chiesa è il popolo di Dio immerso nel mondo, e spesso tentato dagli idoli, ha sempre bisogno di sentir proclamare le grandi opere di Dio.

Ciò vuol dire, in una parola, che essa ha sempre bisogno d’essere evangelizzata, ha bisogno di prendere il Vangelo, di pregare e di sentire la forza dello Spirito Santo che va cambiando il cuore”. In piazza San Pietro sono tornati gli sbandieratori, con le loro bandiere variopinte. Quando il Papa ha terminato il suo giro tra i vari settori della piazza – ospitando sulla jeep bianca scoperta, ancora una volta, sei bambini e bambine muniti di cappellino giallo – lo hanno “salutato” volteggiando le loro bandiere, bianche e rosse da un lato e bianche e azzurre dall’altro, come le loro rispettive divise, sui gradini del sagrato, mentre la papamobile, scesi i piccoli ospiti, percorreva l’ultimo tratto fino al palco centrale, da cui Francesco ha dato inizio poco dopo all’udienza generale. “Essere credibili non si diventa soltanto dicendo una dottrina o un’ideologia: una persona è credibile se ha armonia tra quello che crede e quello che vive, il come credere e il come vivere” così, a braccio, il Papa, nella catechesi dedicata allo zelo apostolico. “Tanti cristiani dicono di credere ma vivono di un’altra cosa, come se non fossero cristiani”, ha denunciato Francesco ancora a braccio: “E questa è l’ipocrisia. Il contrario della testimonianza è l’ipocrisia, la controtestimonianza”.

La testimonianza, ha ricordato infatti il Papa, “comprende anche la fede professata, cioè l’adesione convinta e manifesta a Dio Padre e Figlio e Spirito Santo, che per amore ci ha creati e redenti. Una fede che ci trasforma, che trasforma le nostre relazioni, i criteri e i valori che determinano le nostre scelte. La testimonianza, pertanto, non può prescindere dalla coerenza tra ciò che si crede e ciò che si annuncia e ciò che si vive”. “Ognuno di noi è chiamato a rispondere a tre domande fondamentali, così formulate da Paolo VI”, l’invito: “Credi a quello che annunci? Vivi quello che credi? Annunci quello che vivi? C’è un’armonia”.

Giacomo Marcario

Editorialista del Corriere Nazionale

http://www.corrierenazionale.net

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