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Opinioni

Intervista a Mario Colandrea dei Circoli Operai di Lotta Comunista

Intervista esclusiva a Mario Colandrea, esponente dei Circoli Operai di Lotta Comunista. Le risposte pervenute alle domande aiutano a comprendere in particolare la posizione ideale e pratica politica di questo storico movimento della sinistra a Savona, con accenni alla grave crisi in corso in Ucraina e ad attività svolte durante la pandemia da Covid-19  e a favore dell’inclusione degli immigrati.

Il vostro movimento sarà impegnato nelle imminenti manifestazione indette per la Festa dei Lavoratori?

Si. In questi giorni i Circoli Operai di Lotta Comunista sono impegnati a preparare la manifestazione internazionalista del Primo Maggio , Dopo due anni di divieto dovuti alle misure di contenimento del contagio pandemico , quest’anno il tradizionale corteo tornerà a sfilare per le strade della nostra città.

Quali saranno i vostri propositi per l’occasione?

Sarà una occasione da non perdere per chiarire la nostra posizione internazionalista contro la guerra in Europa e tutte le altre sparse per il mondo : ferma condanna dell’ imperialismo russo e del nazionalismo ucraino, ma anche degli intrighi di tutte le potenze che come minimo stanno dimostrando di non essere in grado di fermare la barbarie. Anzi la alimentano con il loro riarmo già in corso da diversi anni e che ora si sta accentuando.

Quindi non siete favorevoli all’invio di armi all’Ucraina?

Vede, tutti sono contro il riarmo … degli altri. Tutti spingono per il proprio, comprese le forze politiche europee che vogliono il loro esercito continentale per contare di più al tavolo della spartizione dei mercati. Quella in Ucraina è la prima guerra di una nuova fase cruenta e tempestosa. Potremmo affrontarla schierandoci ognuno dietro la propria nazione, il proprio continente, il proprio esercito? Noi pensiamo di no.

Cosa pensate al riguardo della posizione dei paesi europei?

E’ semplice. Ad esempio. due mesi fa il cancelliere socialdemocratico tedesco Olaf Scholz , primo tenore di un coro inneggiante all’esercito europeo, ha annunciato al Bundenstag un piano di riarmo per 100 miliardi di euro. Siamo sicuri che sia questa la strada giusta? Il nostro internazionalismo non è solo una posizione ideale ma è anche e soprattutto una pratica quotidiana.

Svolgete anche iniziative di carattere sociale?

Si. Le illustro alcune di esse. Da molti anni nei nostri Circoli Operai è in funzione una scuola gratuita di italiano per stranieri che va incontro alla prima necessità  che incontrano i numerosi immigrati che vivono nella nostra città: imparare la nostra lingua. Decine di insegnanti volontari si sono  cimentati  in questo compito nei confronti di parecchie  centinaia di stranieri immigrati di tutte le nazionalità.

E’ una iniziativa documentata?

Certo. Il libro “Il mondo in una scuola”, edito da Pantarei, nel 2020 racconta questa esperienza tuttora in corso.

Altre iniziative? La pandemia vi ha rallentato nei vostri impegni?

No. Le spiego. Sappiamo che due anni fa, la pandemia da Covid 19, ha gettato nella disperazione sociale buona parte di questi nostri fratelli e sorelle stranieri insieme a non pochi italiani che hanno perso il posto di lavoro. Secondo la migliore tradizione del movimento operaio , i nostri volontari si sono allora impegnati nella necessaria solidarietà di classe . Attualmente sono più di 300 le famiglie indigenti servite due volte al mese con la  spesa solidale raccolta nei negozi e nei supermercati . Il dato consuntivo del 2021 è di 10168 pacchi alimentari consegnati e il 2022 non accenna a diminuire. Accompagniamo inoltre persone anziane e non deambulanti a visite mediche e ci occupiamo di altre incombenze a favore di soggetti fragili per motivi di salute o economiche. Un recente articolo ha parlato di noi.

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Il recente articolo apparso su Il secolo XIX

Avete, per concludere, altri settori che vi vedono particolarmente attivi?

Si. La nostra presenza politica è visibile anche negli ambiti più strutturati della vita sociale . Per esempio nel sindacato dove , per citare un dato di questi giorni , nella elezione dei delegati nella ASL 2 della Liguria, un nostro associato, con 350 preferenze è risultato essere di gran lunga il più votato. Detto questo ci rendiamo conto che la strada da fare è ancora lunga. Ma secondo noi è quella giusta .

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