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Politica nazionale

A24 e A25, l’autostrada piu’ cara d’Italia: protestano i sindaci di Lazio e Abruzzo contro il caro pedaggio

Il Sindaco di Poli Federico Mariani e il Commissario della IX Comunità Montana del Lazio Nando Cascioli, insieme ad altri 112 sindaci di Lazio e Abruzzo, questa mattina hanno manifestato nei pressi del casello autostradale di Castel Madama per dire ancora una volta “no” alla stangata del più 34% sui pedaggi, che andrà in vigore dal 1° luglio, e nel corso degli anni aumenti fino al 400%.

Al loro fianco, il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida, il Senatore di FdI Lucio Malan, il Senatore e Segretario Pd Lazio Bruno Astorre, il Presidente del Consiglio Regionale del Lazio Marco Vincenzi, amministratori locali e associazioni del territorio.

Sono 4 anni che i sindaci protestano per ottenere dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti la ridiscussione totale degli impianti contrattuali del 2001. Purtroppo, tutto dipende da quel documento scritto nel 2001 con la gara d’appalto, secondo il quale il ripagamento del funzionamento dell’autostrada grava interamente sulle spalle degli utenti.

In questi anni, “nulla è stato fatto – ha dichiarato Mariani – per risolvere le criticità che riguardano queste due importanti arterie autostradali, in un’area ad alto tasso di pendolarismo, dove non ci sono adeguati trasporti ferroviari o bus alternativi e con rincari previsti dal 100 al 400%”. “L’aumento – aggiunge Nando Cascioli – avrebbe dovuto essere già operativo dallo scorso 1° gennaio, ma è stato il concessionario dei due tronchi autostradali a spostarlo di sei mesi. Aumenti che rappresenterebbero un vero salasso per i tanti utenti delle nostre zone”.

In 14 anni il rincaro della tariffa autostradale, infatti, è stato del 187% e, con il salasso del 1° luglio, un pendolare potrebbe spendere tra i 700 e gli 800 euro in più all’anno.

La A24 e la A25 coprono un comprensorio molto vasto che va da Tivoli, Castel Madama, Pisoniano, Gerano, Vicovaro, Subiaco ai tanti Comuni abruzzesi e rappresentano per migliaia di cittadini il collegamento indispensabile per Roma o il proprio luogo di lavoro.

Quella di oggi non è stata l’unica protesta, un’altra è prevista per il 7 maggio nella Capitale.

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