Politica internazionale

La diplomazia ha finora fallito nel conflitto tra Kiev e il Cremlino

di Luigi Benigno*

AVERSA (CA) – Il conflitto in Ucraina ha fatto registrare una severa sconfitta della diplomazia mondiale, che finora è stata latitante.

Il presidente dell’Ucraina chiede aiuto all’occidente senza preoccuparsi minimamente che un intervento armato della Nato scatenerebbe un conflitto di ben più ampie proporzioni, dall’altro lato non si è finora compresa la strategia del presidente russo né quali siano i reali obiettivi di questa invasione. Certamente il Cremlino sta lanciando un monito alla Nato alla quale sembra aver dichiarato guerra, sebbene lo scenario di guerra sia concentrato nei limiti territoriali dell’Ucraina.

Le condizioni poste dalla Russia per il cessate il fuoco avrebbero l’effetto di sospendere immediatamente il conflitto e di aprire un negoziato plurilaterale, con la presenza di osservatori e diplomatici internazionali, che garantisca l’indipendenza della Repubblica dell’Ucraina e che dall’altro lato garantisca la rinuncia dell’Ucraina ad entrare nella Nato. Un impegno che potrebbe essere assunto fino alla cessazione di Putin dal ruolo di presidente della Russia. Questione minore appare quella dei territori secessionisti.

È evidente che la condizione di rinuncia all’ingresso nella Nato sia per la Russia non negoziabile; al di là delle posizioni di forza bisogna valutare a quali conseguenze potrebbe condurre un mancato accordo sul punto. Gli interessi in gioco sono ben più pericolosi rispetto al veto di ingresso dell’Ucraina nella Nato; la conseguenza è il serio rischio di implosione dell’intero continente europeo anche con l’esplosione delle centrali atomiche presenti sul territorio ucraino, di cui è stata già data una dimostrazione di vulnerabilità.

Come è costume della diplomazia israeliana, a conferma della praticità di quel popolo, appare molto utile l’iniziativa del premier Naftali Bennet di mediare partecipando ai negoziati tra il Cremlino e Kiev.

In questa guerra non ci saranno né vincitori né vinti, anzi il serio rischio è che ci saranno molti vinti, non solo sul campo, ma in diversi paesi del mondo.

Con grande stupore l’Occidente ha provveduto finora a rifornire di armi l’esercito ucraino, ma sul lungo periodo l’Ucraina non sarà in grado di resistere alla forza militare di Mosca.

L’attuale situazione potrebbe degenerare in un conflitto allargato anche per un errore delle milizie sul campo e ciò deve essere assolutamente scongiurato.

La diplomazia potrà certamente, e ciò è seriamente auspicabile senza temporeggiare ulteriormente, recuperare il terreno finora non percorso.

Luigi Benigno*

docente dipartimento giornalismo e relazioni pubbliche internazionali etica e dinamiche dell’informazione Università Federiciana Popolare

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